Ucraina, Stupri di guerra: a rischio le donne in fuga

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Lo stupro di guerra e la schiavitù sessuale sono oggi riconosciuti dalle convenzioni di Ginevra come crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Lo stupro oggi è anche affiancato al crimine di genocidio quando commesso con l’intento di distruggere, in parte o totalmente, un gruppo specifico di individui. In ogni caso, la violenza sessuale rimane diffusa in zone di guerra.

Nella categoria ‘stupri di guerra’ rientrano anche le situazioni nelle quali le donne sono costrette a prostituirsi o a diventare schiave sessuali dalle forze occupanti, come nel caso delle comfort women durante la seconda guerra mondiale.

Lo stupro ha accompagnato la guerra in ogni epoca storica conosciuta. Lo stupro nel corso della guerra è menzionato diverse volte da numerose fonti antiche tra cui anche la Bibbia.

Nel vicino oriente, gli eserciti vincitori spesso si intrattenevano con rapporti omosessuali con gli sconfitti.

Gli antichi ebbero attitudini differenti, spesso contraddittorie, sulla violenza sessuale in guerra.

Gli eserciti greci e romani eseguivano stupri di guerra, come documentato da Omero, Erodoto e Tito Livio.

Gli ufficiali militari romani spesso usavano dei giovani ragazzi dei popoli sconfitti per rapporti omosessuali, fatto documentato da Tacito durante la rivolta batava.

Durante la riconquista della Libia ad opera del regime fascista, gli uomini del colonnello Rodolfo Graziani si macchiarono di numerosi crimini tra cui violenze sessuali su donne e uomini. Dopo la conquista di Cufra, i soldati italiani si abbandonarono a massacri. Lo stesso Graziani parla di 100 ribelli uccisi, 14 ribelli passati per le armi e 250 fermati tra cui donne e bambini.

Dopo una nuova insurrezione, il 20 gennaio 1931 la città è rioccupata dagli italiani; ne seguirono tre giorni di violenze ed atrocità impressionanti che provocarono la morte di circa 180-200 libici e innumerevoli altre vittime tra i sopravvissuti: 17 capi senussiti impiccati, 35 indigeni evirati e lasciati morire dissanguati, 50 donne stuprate, 50 fucilazioni, 40 esecuzioni con accette, baionette, sciabole.

I sopravvissuti riferirono di atrocità e torture impressionanti: a donne incinte venne squartato il ventre e i feti infilzati, giovani indigene furono violentate e sodomizzate (ad alcune infisse candele di sego nella vagina e nel retto), teste e testicoli mozzati e portati in giro come trofei; torture anche su bambini (3 furono immersi in calderoni di acqua bollente) e vecchi (ad alcuni estirpati unghie e occhi).

Il termine “comfort women” è un eufemismo per le stimate 200.000 donne, in maggior parte coreane, cinesi e filippine, che furono costrette a prostituirsi nei bordelli militari giapponesi durante la seconda guerra mondiale.Fu anche detto che nel massacro di Nanchino i militari giapponesi aggredirono sessualmente ogni donna della città sconfitta o dell’area circostante, trascurando il fatto che alcune donne erano sposate o incinte.

Esercito australiano
“Un’ex-prostituta affermò che non appena le truppe australiane giunsero a Kure all’inizio del 1946, ‘essi trascinarono le giovani donne nelle loro jeep, le portarono in montagna e poi le violentarono. Io sentii le loro grida di aiuto per tutta la notte.”

Esercito statunitense
Fu affermato che soldati statunitensi violentarono diverse donne durante la battaglia di Okinawa nel 1945. Dopo la guerra vi furono 1.336 stupri documentati durante i primi dieci anni di occupazione della prefettura di Kanagawa.

Nonostante i militari giapponesi dissero ai civili che avrebbero subito stupri, torture e omicidi nelle mani degli americani, gli abitanti di Okinawa “furono spesso sorpresi dal trattamento umano che essi ricevettero dal nemico americano.”Secondo Islands of Discontent: Okinawan Responses to Japanese and American Power di Mark Selden, gli americani “non perseguirono una politica di tortura, stupro ed omicidio dei civili come i militari giapponesi avevano avvisato.”

Lo United States Marine Corps a Pechino immediatamente dopo la seconda guerra mondiale violentarono una studentessa cinese. Questo, e altri casi, portarono ad un sentimento malato verso gli americani da parte del Kuomintang e di Chiang Kai-shek.

Esercito sovietico
Le truppe dell’Armata Rossa sovietica si presume abbiano saccheggiato e terrorizzato la popolazione di Shenyang, in Manciuria. Uno straniero testimoniò che alle truppe russe, precedentememente dislocate a Berlino, fu concesso dai militari sovietici di andare in città “per tre giorni di stupri e saccheggi.

Uno studio di Robert J. Lilly stimò che un totale di 14 000 donne in Inghilterra, Francia e Germania furono violentate dai soldati americani durante la seconda guerra mondiale.Si stima che vi furono 3.500 stupri in Francia tra il giugno 1944 e la fine della guerra e uno storico ha affermato che le violenze sessuali contro le donne nella Francia liberata era comune.

Fonti
wikipedia
istorica
internazionale

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