Quaresima, lo spirito cristiano di penitenza: digiuno e astinenza

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Il significato e l’importanza del precetto divino della penitenza assume nel tempo della Quaresima una importanza notevole per i cristiani, con il digiuno (Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo) e l’astinenza dalle carni (Mercoledì delle Ceneri e tutti i Venerdì fino a Pasqua).

Nella Chiesa cattolica le più recenti norme di questo digiuno sono state scritte da papa Paolo VI nella costituzione apostolica Paenitemini del 17 febbraio 1966, dettagliate nel Codice di Diritto Canonico (can. 1249 e seguenti), e possono essere ulteriormente determinate dalle Conferenze Episcopali.

L’obbligo del digiuno inizia a 18 anni compiuti. Precedentemente il termine era fissato a 21 anni. Così prescrivevano già Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, 147; e il Catechismo di Pio X, 487. Il nuovo termine di 18 anni è stato introdotto con il Codice di Diritto Canonico del 1983. L’obbligo del digiuno termina a 60 anni incominciati. Tuttavia, i fedeli sono dispensati dall’obbligo del digiuno in taluni casi.

La regola del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate[2]. L’acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente.

I parroci possono, per giusta causa, dispensare i singoli fedeli o le famiglie dall’osservanza del digiuno e dell’astinenza, o commutarlo con altre opere pie.

L’insieme di queste norme costituisce il quarto dei cinque precetti generali della Chiesa (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2041-2043): “In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno”, che nel Catechismo di Pio X figurava al secondo posto.

Il suo fine è garantire ai fedeli il minimo necessario nell’impegno penitenziale (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 2043); tuttavia “per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo” (can. 1249 del Codice di Diritto Canonico), specialmente nel tempo penitenziale della Quaresima; i Vescovi italiani hanno suggerito, a tal proposito, nuove forme di penitenza accanto a quelle tradizionali, come l’astensione dal fumo e dalle bevande alcoliche, dalla ricerca di forme smodate di divertimento, dai comportamenti consumistici, e dalla televisione.

Fonte
Wikipedia

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