Professori in cattedra della vita altrui

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Nello stigmatizzare la censura di una ben nota università italiana, sul più grande romanziere che la Provvidenza ha regalato a noi poveri mortali, la cronaca quotidiana spesso manifesta oltre ogni più celata intenzione i segni dei tempi, oggi metafisicamente così inquietanti. Scrive il magazine Ricognizioni.

Noi de Il Cammino Spirituale, prendendo spunto da quanto sopra enucleiamo per l’ennesima volta la consueta ipocrisia di chi, da un lato pensa di essere nel giusto quando si sente ‘pizzicato’ nell’orgoglio e, quindi, pur professando una fede cattolica, scivola sulla consueta ‘buccia’ di banana.

“Se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori della verità, e che in realtà la verità era fuori di Cristo, allora preferirei rimanere con Cristo piuttosto che con la verità.” (Fëdor Michajlovič Dostoevskij).

Coloro che si svegliano la mattina e recitano tutto il giorno le preghiere per poi al termine della giornata, glissare con una frase da maestro di cattedra per aver riferito ad altra persona un dato da lui raccolto. Termina così beatamente la sua giornata, da idiota (leggasi stronzo).

A volte ci chiediamo com’è possibile che esistano nell’ambito cattolico questi ‘pelosi’ custodi della parola ove bacchettano il malcapitato di turno, dimenticando chi sono ma soprattutto quale mente intellettuale hanno davanti, anche se fosse un povero riportato dalla piena del fiume la regola è contare almeno a 100 prima di emettere un suono da quella bocca sporca del tuo nulla come essere in questo universo, se pur tu fossi dottore in metodologia del niente.

Un buon esercizio di risveglio muscolare per l’intellettuale collettivo (Ricognizioni), frase sul quale aggiungiamo ‘Umiltà dove sei’…finti cattolici (compreso altre religioni e spiritualità – alcuno escluso) ipocriti fanno i solchi alla santa messa, recitano il santo rosario, ma quando il prossimo bussa alla loro porta…sono assenti…soprattutto spiritualmente.

L’ennesima metastasi di un male profondo e oscuro che questi ‘professori’ dell’altrui vita, di quel prossimo che amano enucleare in momenti come le catechesi, quei gelosi custodi di una libertà pelosa altrui, coloro sono preposti a concedere la parola purché venga detta entro i reticolati della cultura dominante (Ricognizioni), ecco possiamo dire…beatamente andate a fare nel buco dell’orifizio di un elefante. L’unico posto ove meritate di restare sino alla fine del vostro tempo in questa terra.

Fonti di ispirazione di questo testo
https://www.ricognizioni.it/un-kafe-con-dostoevskij-contro-il-logorio-del-nichilismo-moderno/

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