Papa Francesco, La vita non è tempo che passa…

Reading Time: 3 minutes read

Quando un cane morde un uomo non fa notizia, perché capita spesso. Ma se un uomo morde un cane, quella è una notizia”.

La citazione è nota nell’ambito giornalistico poiché viene utilizzata per entrare in ciò che andremo ad enucleare.

Ogni persona umana, ha i suoi limiti e anche i suoi sbagli – purché abbia l’umiltà di riconoscerli –; l’importante è che non abbia il cuore doppio – e questo è pericoloso.” Lo disse in una omelia Papa Francesco.

Chi si lascia attrarre in questo vincolo di amore e di vita con il Signore Gesù, diventa un suo rappresentante, un suo ambasciatore, soprattutto con il modo di essere, di vivere”. Papa Francesco.

Non deve avere il cuore doppio, ma il cuore semplice, unito; che non tenga il piede in due scarpe, ma sia onesto con sé stesso e con gli altri. La doppiezza non è cristiana” – Papa Francesco.

Suor Katia Roncalli ha scritto l’8-5-22 una frase che fa riflettere sul concetto importante di Fraternità, ovvero «La storia che stiamo vivendo chiede alla Chiesa di ricentrarsi sull’essenziale: il potente annuncio della resurrezione di Cristo. In questa esperienza i cristiani riconoscono il fondamento del proprio modo di vivere: liberati dalla preoccupazione per sé stessi, sono liberi di fare dono della propria vita. Principio e frutto di questa fede è una fraternità multiforme e inclusiva, dove non dominano le logiche dell’efficienza e dell’organizzazione, ma la comunione, la cura, l’ospitalità e la familiarità. Le comunità che hanno il coraggio di rischiare una nuova conversione evangelica nell’orizzonte della condivisione, senza trattenere ciò che ormai è senza vita, cominciano già ora a profumare di futuro».

Quale fraternità c’è in alcune comunità che, per esempio, al termine della santa messa c’è insofferenza nell’ascoltare il fratello o la sorella forse meno conosciuti se pur hanno bisogno di un consiglio, un aiuto morale o forse anche materiale ?

Siamo stati alla santa messa oppure ad una passeggiata nel bosco ?

L’ipocrisia poi si dimostra nel momento che, guarda il caso, troviamo l’amico/a sappiamo poter dare/avere qualcosa, lasciando l’altro/a fratello/sorella lì in mezzo al nulla.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
” (Mt 23,13-22).

“Beati” i poveri; cuori assetati di giustizia; anime misericordiose… «Guai a voi!»… quando scandalizzate gli altri; quando insegnate e non lo fate; quando corrompete la sana dottrina; quando deviate gli altri dalla retta via…

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!» (Mt 23,13 ss).

La condanna dell’ipocrisia, vizio tipico delle persone religiose di ogni tempo, è uno degli ammonimenti più presenti già nei profeti di Israele, mentre nei Vangeli è uno dei tratti più marcati della predicazione di Gesù. Per questo il riprenderla oggi, applicandola ai comportamenti di chi non segue la fede che professa ma l’esteriorità delle apparenze, è semplice attualizzazione dell’insegnamento di Gesù“. (Enzo Bianchi)

L’atteggiarsi a persona di preghiera e poi non amare il prossimo, pretendere di dialogare nella preghiera con il “Dio che non si vede” e disprezzare “il fratello che si vede”. Allora meglio vivere “come ateo”, senza professare la fede cristiana, piuttosto che contraddire con il comportamento ciò che si professa con le labbra“. (Papa Francesco)

Applichiamo questo insegnamento divino alla nostra vita. Le nostre buone e cattive azioni hanno sempre un doppio impatto: uno, che ricade su noi stessi, poiché ogni azione ci migliora o ci devasta; l’altro, tenendo conto della nostra situazione di adulti, genitori, insegnanti, responsabili in qualsiasi modo, ogni nostra azione può avere ripercussioni, buone o cattive, insospettabili: «La vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro» (Francesco).

Inutile dire che il vangelo consiglia e insegna, ma codesti son duri di orecchie. Al contrario una pietra, martellata, almeno si spezza.

Quindi tutto scorre come normalità e viene giustificato ed inserito nel normale percorso ‘salvifico’ cristiano.

Il problema è che se diciamo di far parte di una comunità è opportuno anche dover ammonire i fratelli e le sorelle, quando essi non si comportano come esempio verso il prossimo o peggio lo turbano con le loro parole ed i comportamenti.

Ad esempio, se un fratello o sorella sta parlando su un problema ben preciso, la nostra educazione civile in primis, ma soprattutto cristiana, è ascoltare altrimenti coltiviamo il seme del male e non del bene.

Se ad esempio durante una Lectio Divina applaudiamo gioiosamente e poi al termine di essa se non abbiamo la presenza dell’amica/o di turno scompariamo nel nulla ?

Se andare ad una catechesi serale siamo stanchi e l’indomani ci si deve alzare presto per andare a lavorare, perché partecipi se poi il primo comandamento lo dimentichi ?

Ti rendi conto di quanto sei ipocrita e di quanto ne sei dispensatore con il beneplacito del ‘demonio’ che è ben felice di averti come ‘adorato’ figlio ?

Ignazio d’Antiochia disse: “Meglio essere cristiani senza dirlo ed esibirlo piuttosto che proclamarsi cristiani senza esserlo”.

[Condividi questo post nei social e/o via mail]