Lumini votivi, la crisi è arrivata anche in chiesa

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Nelle chiese cattoliche e non solo, inizia a scarseggiare i lumini votivi ed i parrocci ricorrono al sostegno dei fedeli per fare fronte alle spese.

La nostra redazione ha deciso di fare una breve indagine per capire com’é possibile che i lumini votivi costano 500 euro cifra che presupponiamo è mensile, riferita da un parroco a fine messa. Ma non è l’unico poiché nel Nord Italia come nel Sud, la situazione è la medesima, con costi più o meno simili ed anche maggiori.

Dunque prima di tutto abbiamo svolto una breve intervista telefonica ai parroci di nostra conoscenza, per capire la situazione ed una una stima del consumo dei lumini votivi.

I lumini votivi realizzati in Italia sono con paraffina raffinata, atossica e conforme alle direttive europee per uso alimentare.

La durata di combustione di una candela del diametro di circa 3,8 cm è di circa 8 ore.

Le candele sono realizzate con due composti: in cera d’api ed anche di paraffina.

La paraffina è stata raffinata per la prima volta in Germania nel 1830 dal chimico Karl von Reichenbach, mentre cercava di trovare un metodo efficace per separare le sostanze cerose naturalmente presenti nel petrolio. Ha un punto di fusione che varia a seconda della sua raffinazione, sulla quale incide anche la minore o maggiore presenza di residui oleosi al suo interno, e va attorno ai 40° ai 60°.

La paraffina è un prodotto estremamente economico e versatile, ha sostituito quasi completamente altre cere di tipo vegetale ed animale nelle produzioni dove queste venivano impiegate da migliaia di anni, come ad esempio la produzione di candele.

Il famigerato guanto di paraffina usato dalle squadre di polizia scientifica per scoprire quale mano aveva usato la pistola incriminata.

Ora passiamo alla costosa cera d’api. La cera d’api ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’uomo: veniva usata per la fabbricazione di candele ad uso privato e cerimoniale, per la creazione di statue ed anche dipinti, nella colorazione dei tessuti, nella produzione di tavolette per la scrittura e di cosmetici.

E’ stata presente nelle nostre vite fin da quando l’apicoltura non esisteva e l’uomo si limitava a predare i nidi selvatici. Era considerata una merce di scambio di alto valore, quindi capitava spesso che fosse sostituita al denaro come mezzo di pagamento.

FINE PRIMA PARTE

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NOTE DI REDAZIONE
Si ringrazia per la nostra ricerca Alberto Contessi / Wikipedia /

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