Le sei giare e la pienezza dei tempi

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L’autore con quello che precede e segue vuole condurre il lettore ad una chiave più importante della narrazione.

Quindi bisogna prestare attenzione alla «mens» e cercare di capire quale messaggio vuole trasmetterci.

Pertanto mettendoci in ascolto silenzioso e dinamico della Parola, cerchiamo di scoprirlo.

« Or c’erano là sei recipienti di pietra, usati per la purificazione dei Giudei, che contenevano due o tre misure ciascuno. » (Gv 2,6).

La costruzione perifrastica è frequente nel quarto vangelo: cf, p. es., Gv 3,27; 6,65; 13,23; 16,24; 20,30 (cf BDR § 3522-3; M. Zerwick, Il greco 154 §362).

In altre parole, in questo modo, l’autore ci obbliga a considerare ancora una volta il rapporto che c’è tra lo sposalizio di Cana e ciò che è avvenuto ai piedi del Sinai: per ricevere la Torah.

Le sei giare di Cana hanno un valore simbolico :

Sei come la pienezza dei tempi :

Dio creò il mondo in sei giorni ed il settimo si riposò (Gn 2,2 nella Settanta.) Il racconto della creazione ha carico profetico : il modo con il quale Dio crea il mondo prelude come lo ricrea, perfezionandolo durante tutta la storia della salvezza. Ecco perché gli elementi di Gn 1-3 diventano oggetto di un rilettura escatologica. (Cf. Gal 4, 4, la pienezza dei tempi).

Sei come la pienezza della storia :

I sei giorni della creazione simboleggiano sei millenari, perché 1000 anni sono come un giorno dice il salmo (90,4), o sei grandi epoche ove Dio condurrà alla perfezione l’opera delle sue mani e la farà riposare nel Sabato della fine dei tempi.

Molti padri della Chiesa avevano diviso le sei età così :

1° da Adamo a Noe ;

2° da Noe ad Abramo ;

3° da Abramo a Davide ;

4° da Davide all’esilio a Babilonia ;

5° dall’esilio a Giovanni Battista ;

6° l’era della presenza di Gesù Cristo fino alla risurrezione ed il giudizio finale.

Come è nata questa tradizione ? Ci sono radici bibliche.

Il racconto di Gn 2 e 3 riflette la storia d’Israele e la rivelazione fatta nella storia d’Israele :

Adamo è creato, come l’Israele è uscito del caos ;

Adamo ed Eva come l’Israele ricevono una legge ;

Adamo ed Eva come l’Israele peccano ;

Adamo ed Eva come l’Israele vivono una ripresa del dialogo e ricevono una promessa di speranza.

Poi, il racconto di Gn 2 e 3 fu interpretato come origine di tutta l’umanità, creato nell’amore di un’alleanza prima di quella con Israele, quella con Noe e con Adamo ; e tale è la lettura cristiana ancora oggi.

Dio entra nella storia, cioè rispetta la nostra capacità di ricevimento, il nostro ritmo, le nostre tappe.

Nel Vangelo di Cana (Gv 2), le sei giare rievocano queste sei grandi tappe.

Un’abbondanza straordinaria.

Ciascuna delle sei giare contenevano 2 o 3 misure, cioè un’abbondanza straordinaria. Ma c’è anche un gioco sui numeri : 2 è il primo delle cifre pari e femminili, 3 è il primo delle cifre impari e maschili, insieme formano un numero perfetto.

Fonte testo (Cf. A.SERRA, Maria e la pienezza del tempo, Paoline, 1999, pp. 29-49 / Cf. A.SERRA, Maria a Cana e presso la croce, Roma 1991).

Le giare sono sei. Sono una meno di sette.

Sette è il numero della perfezione, della pienezza.

Quelle sono solo 6. Come a dire che manca qualcosa nella vita di ogni cristiano.

Le giare inoltre non sono di terracotta, ma di pietra.

I dieci comandamenti sono stati consegnati da DIO a Mosè, su due tavole di pietra.

L’altare nelle chiese antiche è costruito in pietra.

La Pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo.

La pietra posta a fondamento di una costruzione, che unisce e rende stabili due muri al loro punto d’incontro, ma è anche angolare che non sta nelle fondamenta; al contrario, sulla sommità dove completa l’edificio e al contempo lo tiene unito. E’, analogicamente, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.

La legge e il nostro amore non bastano per vivere in pienezza la nostra fede.

A tal proposito ricordiamo le parole di Sant’Agostino:

Le pietre vengono estratte dalla montagna dai predicatori della verità per venire poi squadrate, affinché possano inserirsi nel Tempio eterno. Al momento molte pietre sono nelle mani dell’Artefice; voglia il cielo che nessuna di esse cada dalle sue mani, affinché ciascuna acquisisca il giusto formato che le consentirà d’integrarsi nella costruzione del celeste edificio.

A ulteriore riprova dell’unitarietà universale e principiale della Tradizione Cristiana, un inno medioevale dell’XI secolo:

Alfa e Omega, o grande Dio,
Tu dirigi tutto dall’alto,
Tu sostieni tutto dal basso,
Tu abbracci tutto dal di fuori,
Tu riempi tutto dal di dentro.

Gesù non è «venuto ad abolire la Legge o i Profeti… ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17).

Le giare sono il simbolo visibile della Toràh scritta e orale, incisa su tavole di pietra (Es 24,12; cf Mateos – Barreto, Il Vangelo di Giovanni, 133 e 137), che sono diventate il «sacramento» del cuore di pietra di Israele descritto dal profeta Ezechiele e in attesa del trapianto del cuore di carne (cf Ez 11.19; 36,26). La madre e le giare sono il simbolo della sinagoga che attende il Messia.

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