Le Quattro tempora nel rito romano della Chiesa cattolica

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L’osservanza cristiana delle Quattro Tempora (di probabile derivazione celtica) trae origine da un’ordinanza ecclesiastica di Roma, diffusasi poi al resto della Chiesa d’Occidente. Erano conosciute come ieiunium vernum, aestivum, autumnale et hiemale (digiuno di primavera, d’estate, di autunno e d’inverno), così che, per citare le parole di papa Leone I (440 – 461) la legge dell’astinenza potesse esser applicata a ogni stagione dell’anno.

Ai tempi di Leone I, il mercoledì, il venerdì e il sabato erano già giorni di speciale osservanza. Tre di questi periodi erano digiuni preparatori per le tre maggiori festività (Natività, Pasqua e Pentecoste), era pertanto necessario aggiungerne un quarto “per amore della simmetria”.

Da Roma le Tempora si diffusero gradualmente in tutto l’Occidente. Né la Gallia né la Spagna le ebbero molto prima dell’VIII secolo.

In Britannia però comparvero prima e fonti cristiane ne attribuiscono la ragione alla presenza di sant’Agostino di Canterbury, un romano che agiva sotto la diretta autorità di papa Gregorio Magno.

Nella Chiesa ortodossa, le Tempora non sono mai state osservate.

Ciascuna delle Quattro Tempora ha un segno adatto che, quale primizia stagionale, può essere offerto come gesto votivo, ed esattamente:

l’olio in inverno;
i fiori in primavera;
le spighe di grano in estate;
i grappoli d’uva in autunno.

Le Quattro tempora sono quattro distinti gruppi di giorni del rito romano della Chiesa cattolica, originariamente legati alla santificazione del tempo nelle quattro stagioni e attualmente destinati a invocare e a ringraziare la provvidenza di Dio Padre per i frutti della terra e per il lavoro dell’uomo nell’ambito del mistero di Cristo come celebrato nel tempo.

A ogni singola stagione corrisponde una delle Quattro tempora, che si compone dei medesimi giorni, ossia il mercoledì, venerdì e sabato di una stessa settimana.

Le tempora d’inverno cadono fra la terza e la quarta domenica di Avvento, le tempora di primavera cadono fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, le tempora d’estate cadono fra Pentecoste e la solennità della Santissima Trinità e le tempora d’autunno cadono fra la III e la IV domenica di settembre, cioè dopo l’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre.

Le tempora d’inverno, primavera, estate e autunno sono anche chiamate, rispettivamente, Tempora d’Avvento, di Quaresima, di Pentecoste e di settembre. Dopo la riforma liturgica le tempora di primavera cadono fra la terza e la quarta domenica di Quaresima, le tempora d’estate cadono dopo la solennità della Santissima Trinità.

Erano tutti giorni caratterizzati da amore, preghiera e penitenza: elemosina unita a digiuno ascetico (l’agape apostolica), che divenivano astinenza il venerdì, opere di Misericordia.

Considerati particolarmente idonei per l’ordinazione del clero, con il decreto Paenitemini di papa Paolo VI fu abolita l’obbligatorietà del digiuno, attribuendo alle Conferenze episcopali la facoltà di sostituirlo con le cosiddette opere di carità ed esercizi di pietà.

Nei quasi due millenni del rito romano le Quattro Tempora hanno preso diverse forme. Esisteveno solo a Roma prima dell’epoca di Gelasio I (492-496). Si sono estese altrove con l’adozione altrove in Occidente di tale forma e rimasero sconosciute in Oriente.

Le date delle celebrazione variavano ancora nell’XI secolo, e sarebbe Gregorio VII (1073–1085) che le ha fissate ai mercoledì, giovedì e sabato dopo il 13 dicembre (Santa Lucia), dopo mercoledì delle ceneri, dopo Domenica di Pentecoste e dopo il 14 settembre. Michael Kunzler attribuisce la fissazione delle date a Gregorio I (590–604).

Il Messale Romano del 1593 indicava le date così: “I Quattro Tempi vengono celebrati mercoledì, giovedì e sabato dopo la Domenica III d’Avvento, dopo la Domenica I di Quadragesima, dopo martedì di Pentecoste e dopo la festa dell’Esaltazione della Santa Croce”.

I giorni delle Tempora erano destinati a uno sforzo ascetico di digiuno, preghiera e elemosina all’inizio delle quattro stagioni dell’anno e dovevano servire come preparazione per l’amministrazione degli ordini sacri, per la quale il sabato delle quattro Tempora era particolarmente adatto.

A riguardo della revisione della liturgia del rito romano dopo il Concilio Vaticano II, Michael Kunzler osserva: “Il nuovo ordinamento dell’anno liturgico ha fondamentalmente mantenuto le « le quattro tempora »; spetta alle conferenze episcopali regolarle «quante al tempo e al modo di celebrarle», affinché esse «possano essere adattate alle diverse situazioni locali e alle necessità dei fedeli». Viene mantenuto il carattere penitenziale della liturgia delle «quattuo tempora», ma si deve pure prendere coscienza della responsabilità verso il prossimo e verso i problemi del mondo“.

Una nota a latere : Secondo alcuni etimologisti la tempura giapponese dovrebbe il suo nome alle Quattro tempora, e la sua invenzione si fa risalire al secolo XVI, con i primi contatti tra i giapponesi e i marinai portoghesi che recavano con loro missionari gesuiti; poiché in questo tempo i cattolici mangiavano solo verdure e pesce e si dedicavano alla preghiera chiesero ai locali di preparare loro un piatto adatto alle tempora. Da qui il termine tempura che i giapponesi utilizzano ancora oggi per questo piatto. Un’altra teoria etimologica invece ricollega il termine “tempura” alla parola portoghese tempero: condimento, spezia. (1)

R I E P I L O G A N D O

Nel calendario liturgico della Forma Straordinaria del Rito Romano, le Quattro Tempora sono quattro distinti periodi di tre giorni – mercoledì, venerdì e sabato – di una stessa settimana approssimativamente equidistanti nel ciclo dell’anno, destinati al digiuno e alla preghiera.

Le quattro tempora cadono fra la terza e la quarta domenica di Avvento, fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità e generalmente la settimana seguente l’Esaltazione della Santa Croce, (14 settembre).

La Chiesa Cattolica prescriveva il digiuno in tutti i giorni delle Quattro Tempora e l’astinenza in ogni venerdì, e i fedeli sono invitati a confessarsi. Questa regola è tutt’ora seguita dai fedeli Cattolici che lo desiderano, ed in particolare per coloro che osservano il calendario liturgico del 1962. (2)

F O N T I

(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Quattro_tempora

(2) https://biscobreak.altervista.org/2015/03/le-quattro-tempora/

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