La ubicazione del Roveto di Mosè

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Gli eremiti cristiani originariamente si erano riuniti sul monte Serbal, credendo che fosse il Monte Sinai biblico. Tuttavia, nel IV secolo, ai tempi dell’Impero bizantino, il monastero ivi costruito fu abbandonato a favore della più recente convinzione che il monte Santa Caterina fosse il biblico Sinai.

Ai suoi piedi venne costruito un nuovo monastero – il Monastero di Santa Caterina – e fu identificato come il presunto sito del roveto ardente biblico.

La macchia che cresce sul posto (dal nome scientifico di Rubus sanctus), fu successivamente trapiantata a diversi metri di distanza da un cortile del monastero, e il suo punto originario fu coperto da una cappella dedicata all’Annunciazione, con una stella d’argento che segna dove le radici del cespuglio erano uscite dal terreno.

I monaci di Santa Caterina, seguendo la tradizione ecclesiastica, credono che questo cespuglio sia, di fatto, il cespuglio originale visto da Mosè, piuttosto che un successivo rimpiazzo, e chiunque entri nella cappella è tenuto a togliersi le scarpe, proprio come si diceva che Mosè avesse fatto nel racconto biblico.

Tuttavia, in tempi moderni, non è il monte santa Caterina, ma l’adiacente Jebel Musa (Monte Mosè), che è attualmente identificato come il monte Sinai dalla tradizione popolare e dalle guide turistiche. Questa identificazione è nata dalla tradizione beduina.

Monte Serbal, monte Sinai e monte Santa Caterina, si trovano tutti all’estremità meridionale della penisola del Sinai, ma il nome della penisola è un’attribuzione relativamente moderna, e non era conosciuta con quel nome all’epoca di Flavio Giuseppe o prima.

Alcuni studiosi e teologi moderni, favoriscono le posizioni nel Hijaz (a nord ovest dell’Arabia Saudita), a nord del Wadi Araba (nelle vicinanze di Petra, o nell’area circostante ), o occasionalmente nella penisola del Sinai centrale o settentrionale.

Quindi, la maggior parte degli accademici e dei teologi concordano sul fatto che se il “roveto ardente” sia mai esistito, allora è altamente improbabile che sia il cespuglio conservato nel monastero di Santa Caterina.

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