La sessualità è dono meraviglioso di Dio

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Dio che ha creato l’essere umano differenziandolo in maschio e femmina. È Dio che ha progettato l’apparato sessuale maschile e femminile, che ci ha dotato di istinto sessuale e di attrazione tra uomo e donna, con lo scopo della riproduzione (Gn 1:27,28), che reso piacevolissimo. Il primo matrimonio della storia fu celebrato da Dio stesso (Gn 2:22-24).

L’amore fisico tra uomo e donna non è qualcosa di riservato unicamente alla riproduzione; gli esseri umani non sono animali che hanno periodi di accoppiamento.

Dio ha voluto farne motivo di gioia costante. La Bibbia, in Ec 9:9 , esorta: “Godi la vita con la donna che ami” (PdS). E Pr 5:18 inneggia alle mogli: “Benedetta la tua sorgente, la donna che hai sposato nella tua gioventù! Con lei sii felice” (PdS).

Il Cantico dei Cantici è tutto un poema che esalta l’amore tra l’uomo e la donna innamorati, ed è parola di Dio ispirata che fa parte delle Sacre Scritture.

Nella sua santa Legge, Dio predispose perfino una norma per salvaguardare quella che noi oggi chiameremmo “luna di miele”, con la differenza che per Dio doveva durare nientemeno che un anno: “Se un uomo ha appena preso moglie, non andrà in guerra e non sarà obbligato ad altri servizi. Per un anno potrà dedicarsi liberamente alla sua casa e rendere felice la donna che ha sposata” (Dt 24:4, PdS). I coniugi che si amano conoscono bene la gioia dell’unione fisica e della sessualità.

Il problema è che per egoismo si può venir meno alla fedeltà. È più che evidente che nel progetto di Dio ci fosse la monogamia: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne” (Gn 2:24).

Contro la pratica del divorzio, Yeshùa ricordò: “Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: ‘Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne’?

Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi” (Mt 19:4-6).

“Io odio il divorzio, – dice il Signore, Dio d’Israele” (Mal 2:16, PdS). Con il linguaggio concreto semitico, La Bibbia ammonisce:

“Bevi l’acqua della tua cisterna,

l’acqua viva del tuo pozzo.

Le tue fonti devono forse spargersi al di fuori?

I tuoi ruscelli devono forse scorrere per le strade?

Siano per te solo,

e non per gli stranieri con te.

Sia benedetta la tua fonte,

e trova gioia nella sposa della tua gioventù.

Cerva d’amore, capriola di grazia,

le sue carezze t’inebrino in ogni tempo,

e sii sempre rapito nell’affetto suo.

Perché, figlio mio, ti innamoreresti di un’estranea,

e abbracceresti il seno della donna altrui?

Infatti le vie dell’uomo stanno davanti agli occhi del Signore,

egli osserva tutti i suoi sentieri.

L’empio sarà preso nelle proprie iniquità,

tenuto stretto dalle funi del suo peccato”. – Pr 5:15-22.

C’è quindi un uso della sessualità che non è conforme al disegno di Dio ma è solo il risultato dell’egoismo umano e della concupiscenza. Sappiamo cosa è male, e la nostra stessa coscienza può avvertirci che stiamo entrando in zona vietata. “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne”. – Gal 5:16.

Accadde tempo addietro che una giovane donna si spogliasse in un parcheggio, rimanendo seminuda, dopo aver lavato la sua auto, probabilmente sudata; pur avendo la possibilità di cambiarsi gli abiti in auto, non lo ha fatto. Pur avendo la medesima anche la possibilità di andare nel garage a poco più di 20 metri, non lo ha fatto. Cosa si deduce da questo comportamento ?

Il Signore punisce chi commette questo tipo di peccati perché realizzati con la deliberata intenzione di portare al peccato chi vede in quel momento tale donna seminuda. Dio non ci ha chiamati a vivere nell’immoralità, ma nella santità. Perciò, chi si comporta in quel modo deve prima di tutto confessarsi e chiedere umilmente perdono a chi, in quel momento ha visto la sua nudità.

Oggi il mondo è immorale come allora. Di certo ha più mezzi di allora, più occasioni e perfino una diffusa mentalità molto permissiva. Ci si domanda cosa mai ci sia di sbagliato, come ad esempio nel fatto che una donna con un matrimonio infelice possa godere l’intima compagnia di un uomo che con lei è premuroso.

Circola perfino l’idea che le avventure extraconiugali ravvivino l’amore di coppia. Che un uomo e una donna convivano senza essere sposati non fa più notizia. C’è una serie spaventosa di menzogne che circola, e ciascuna di queste menzogne è accolta come una conquista di libertà per il benessere personale.

“Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri” (Eb 13:4). Dio non ci priva di nulla e non intende certo rovinarci il piacere. Abbiamo già visto come il sesso fu concepito da Dio come una bellissima componente del rapporto coniugale. “Possedere il proprio corpo in santità e onore” (1Ts 4:4) non significa affatto rinunciare al piacere. Lo stesso Paolo consiglia così i credenti:

“Per non rischiare di cadere nell’immoralità, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. L’uomo sappia donarsi alla propria moglie, e così pure la moglie si doni al proprio marito. La moglie non deve considerarsi padrona di se stessa: lei è del marito. E neppure il marito deve considerarsi padrone di se stesso: egli è della moglie.

Non rifiutatevi l’un l’altro, a meno che non vi siate messi d’accordo di agire così per un tempo limitato, per dedicarvi alla preghiera. Ritornate però subito dopo a stare insieme, per evitare che Satana vi tenti facendo leva sui vostri istinti. Quel che vi sto dicendo è solo un suggerimento, non è un ordine.

Io vorrei che tutti fossero celibi, come me; ma Dio dà a ognuno un dono particolare: agli uni dà questo dono, ad altri uno diverso. Ai celibi e alle vedove dico che sarebbe bene per essi continuare a essere soli, come lo sono io. Se però non possono dominare i loro istinti, contraggano matrimonio. È meglio sposarsi che ardere di desiderio”. – 1Cor 7:2-9, PdS.

La scelta non è affatto tra attività sessuale e astensione dalla vita sessuale, ma tra attività sessuali lecite e illecite. È un chiaro errore guardare alle pratiche sessuali del mondo per trarne delle norme: si tratta, infatti, di persone “che non conoscono Dio” (1Ts 4:5). Tali persone chiamano “fare l’amore” ciò che nulla c’entra con l’amore ma è solo atto sessuale fine a se stesso. Tutta la questione sta, alla fine, nella libidine.

Fonte – biblistica.it

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