Ipocrisia del 1 maggio 2022: Il lavoro assente per molti

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La lode di san Giuseppe è nel Vangelo. Matteo stima talmente san Giuseppe da farne l'”introduttore” al suo Vangelo, che inizia appunto con la genealogia, la quale ha lo scopo di agganciare Gesù a Davide e ad Abramo proprio attraverso Giuseppe; lo presenta, inoltre, come “sposo di Maria”, la persona certamente più in vista nella Chiesa apostolica; lo qualifica, infine, come “uomo giusto”, che comporta l’approvazione della sua condotta. Per questo san Bernardo dice candidamente che “la lode di san Giuseppe è nel Vangelo”.

Giuseppe, un padre amorevole che invia Gesù a scuola per imparare l’alfabeto greco. Quando il bambino ha otto anni, comincia a lavorare con Giuseppe per diventare, come lui, un agricoltore e carpentiere.

Ogni 1 Maggio si festeggia San Giuseppe Artigiano o Lavoratore; la chiesa decise di istituire un giorno specifico e venne officiata da Pio XII il Primo Maggio del 1955, per aiutare i lavoratori a non perdere il senso cristiano del lavoro così espresso, ma già Pio IX aveva riconosciuto l’importanza di San Giuseppe come lavoratore, quando proclamò il Santo patrono universale della Chiesa.

Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Laborem Exercens, ha inserito “il Vangelo del lavoro”.

Oggi, 1 Maggio, c’è molta ipocrisia nel festeggiare il giorno considerando le pagliacciate nel sostenere effettivamente i bisogni di coloro necessitano aiuti concreti.

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