I Templari e Carlo II Stuart

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Nel 1314, dopo lo scioglimento dell’Ordine del Tempio, la Scozia si trasformò in un rifugio perfetto per i Templari che fuggivano dalla persecuzione inquisitoriale. Un re molto debole, Edoardo II, non applicava la bolla papale e i Templari fuggivano in Scozia a formare la cavalleria di Robert Bruce, il quale allora combatteva per l’indipendenza del suo paese. Quale contropartita e forma di gratitudine, Robert Bruce consegnò loro l’abbazia benedettina di Kilwinning, nel Nord della Scozia, che era il cenobio di costruttori più importante del Paese. Ciò facilitò il fatto che la massoneria operativa scozzese, vale a dire le corporazioni di costruttori, assumesse caratteristiche speciali, influenzate dalle concezioni cavalleresche dei Templari e gradualmente, nel corso dei secoli, iniziò a lasciarsi alle spalle il suo carattere operativo per trasformarsi in una massoneria speculativa, di taglio filosofico.

Ciò si concretò nel 1736 con la creazione della Gran Loggia di Scozia, il cui Gran Maestro fu William Sinclair di Rosslyn. Anteriormente a questo evento, in concreto con l’esilio in Francia di Carlo II Stuart (1649-1660), si sviluppò quella che in seguito sarebbe stata conosciuta come “massoneria giacobita”, originata dalla massoneria scozzese di influenza templare, la quale si comportò come un partito politico, tentando di restaurare la Casata degli Stuart sui troni di Inghilterra e Scozia.

Quando gli Stuart vennero espulsi dopo la rivolta del XVII sec. dall’Inghilterra, questa tradizione templare scozzese fa ritorno in Francia. Uno dei responsabili di ciò è Andrew Michael de Ramsay, massone giacobita artefice dell’insediamento della frammassoneria francese e creatore delle prime logge nel regno. Ramsey suscitò la vanità degli aristocratici francesi assimilando la loro adesione alle logge con l’entrata in un ordine di cavalleria. Per favorire il reclutamento, questo scozzese residente in Francia affermò nel 1736 che la frammassoneria aveva la sua origine più remota nell’Antico Egitto e in Grecia. Ramsay raggiunse il suo obiettivo e l’impianto delle logge nel Paese gallo ebbe una progressione spettacolare, riunendo intorno a sé le persone più vicine al potere. Il Grande Oriente di Francia, senza dubbio la loggia più importante dell’epoca, era presieduta nel 1789 dal duca di Orleans, Luigi Filippo, che avrà un ruolo importante nel corso della Rivoluzione Francese. Il cugino del re, conosciuto in seguito con il soprannome di Filippo Uguaglianza, favorì l’usurpazione del potere che ebbe luogo in quel periodo. Quando si tentò di abbattere la monarchia e uccidere il re e la sua famiglia, la pseudofiliazione templare dei massoni risorse: si dedicarono a incoraggiare tutte le cospirazioni contro il re di Francia in nome della vendetta di Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro condannato a morte dall’Inquisizione. Secondo Eduardo Callaey, «i leader scozzesi stavano preparando un piano generale che avrebbe dovuto restaurare l’Ordine del Tempio in Europa. Grazie al successo ottenuto da Ramsay, questa nuova cavalleria voleva costituirsi in un vero e proprio Ordine chiamato a controllare la frammassoneria e – è giusto dirlo – a servirsi di essa». E, secondo Callaey, «c’è una causa per la rivendicazione templare. C’è un motivo, un’ispirazione. L’Europa del XVII sec. – sostiene – è un’Europa in armi contro l’Islam. L’ultima ondata ottomana è alle porte di Vienna quando viene fermata nel 1680». E chi c’è in prima linea in questi eserciti? Ci sono di nuovo i Buglione, i Borgogna, i Lorena… I discendenti dei protagonisti della I Crociata. E la massoneria del XVII sec. è una massoneria aristocratica che contava al suo interno molti di questi uomini. Callaey ci confessa: «Se fossi stato un Buglione, in queste battaglie contro i turchi, avrei sempre tenuto presente la figura di Goffredo…».

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