Gesù disse: io sono la porta delle pecore

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“Qual è l’ovile di cui Cristo dice d’essere la porta? Questo ovile è il cuore del Padre, che prima era chiuso per tutti.

Cristo ne è l’amabile porta, egli ce l’ha spalancata e ci ha fatto entrare nel cuore tenerissimo del Padre.

In questo ovile sono riuniti tutti i santi.

Il pastore è il Verbo eterno; la porta è l’umanità di Cristo; le pecore di quest’ovile sono i beati, oltre agli spiriti celesti.

Il Verbo eterno, il vero è buon pastore di questo amabile ovile, ne ha aperto l’ingresso a ogni creatura ragionevole, come si è detto.

Quanto nessuno può esprimere, anzi neppure può concepire, sono la dolcezza e l’amore con cui il Figlio eterno di Dio ci apre la porta del cuore del Padre; indicibile e la tenerezza con cui egli scopre senza fine i tesori nascosti di questo santuario impenetrabile, le infinite ricchezze della dimora divina; impareggiabili sono la prontezza, la gioia, l’urgenza con cui egli viene, ad ogni istante; anzi precede l’uomo, per spingerlo amabilmente a entrare.

Questa sorprendente condiscendenza, questo prodigioso affetto di Dio che lo dispongono in ogni ora e in ogni momento a riceverci con tanta affabilità e con simile grazia, senza badare a quello che fummo, ai vizi e ai peccati di cui siamo responsabili, per fissare solo e sempre in fondo al nostro cuore il desiderio di quel che vorremmo essere: questa inconcepibile benevolenza di Dio ‑ ripeto ‑ dovrebbe infiammarci e premere il nostro cuore a rispondere all’amore con l’amore, per seguire Cristo e aderire a lui con tutte le nostre forze”.

Mons. Guido Marini

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