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Il concetto della creazione dal nulla, chiamato creatio ex nihilo, venne accettato come denominazione ortodossa dalla maggior parte del Cristianesimo e dell’Ebraismo. I primi filosofi cristiani si concentrarono sulle criticità di una teoria basata sull’eternità dell’Universo, presupponendo che prima della creazione il cosmo fosse un nulla indifferenziato.

Origene Adamantio recuperò l’idea degli stoici del ciclo eterno di creazioni e distruzioni, mentre Agostino d’Ippona nelle sue Confessioni sostenne che il tempo non fosse qualcosa di eterno, ma avesse avuto inizio insieme allo spazio, e che la sua oggettività dipendesse in realtà dalla soggettività interiore dell’animo umano.

In questo modo la domanda di cosa ci fosse prima della creazione cade di significato: Dio non crea nel tempo, bensì in una dimensione atemporale.

Per il resto la cosmologia cristiana venne ripresa da quella geocentrica tolemaica: i teologi medievali identificarono nove cieli fondamentali, i primi sette dei quali corrispondenti alle orbite dei pianeti visibili a occhio nudo. Costituiti da una sostanza spirituale, eterea e priva di ogni difetto, essi contenevano il pianeta a loro associato incastonato come una gemma: il più elevato era quella di Saturno, donde l’espressione «essere al settimo cielo», nel senso di raggiungere una grande felicità.

Più oltre si aggiungeva il cielo delle stelle fisse o Firmamento, comprendente lo Zodiaco, e un Primo mobile (Primum mobile) che dava il moto a tutti gli altri. Vi era infine la sede di Dio, ovvero il cielo fisso detto Empireo.

Ognuno dei nove cieli era associato a un pianeta dell’astrologia e ad una delle nove Gerarchie angeliche della tradizione cristiana risalente al De coelesti hierarchia di Dionigi l’Areopagita.

Come nell’antichità greco-romana ogni divinità era situata in un suo proprio cielo, allo stesso modo ogni coro degli angeli risultava collocato in una precisa sfera, preposto al moto di rivoluzione del suo rispettivo pianeta.

Fino al Medioevo l’astronomia restò così una disciplina intimamente collegata a molte altre, quali l’astrologia, la filosofia, la teologia, l’angelologia e le scienze, secondo una visione organica e unitaria del sapere dell’epoca, magistralmente sintetizzato ad esempio da Dante Alighieri nel Convivio (1307), o nei cieli del Paradiso della sua Divina Commedia.

Fonte : Wikipedia

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