Chi e quali compiti svolge un accolito

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Nella Chiesa latina, prima della riforma attuata da Paolo VI nel 1972, l’accolitato era il quarto e ultimo degli ordini minori, che venivano conferiti a un chierico.

Infatti fino al 1972 si diventava chierici con il sacro rito della tonsura, amministrato prima del conferimento di qualsiasi degli ordini minori o maggiori, a differenza della situazione nei primi secoli cristiani, quando erano considerati chierici tutti quelli che eseguivano funzioni, anche non liturgiche, a servizio della Chiesa.

Dal 1º gennaio 1973, data dell’entrata in vigore della Lettera Apostolica in forma di motu proprio Ministeria quaedam del 15 agosto 1972, l’accolitato non è più considerato un ordine minore ma un ministero laicale e, dato che ora si diventa chierici non con il rito della tonsura ma con l’ordinazione diaconale (ordinazione che segue il conferimento dell’accolitato), l’accolito non è membro del clero.

È compito dell’accolito curare il servizio dell’altare, aiutare il diacono e il sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della Santa Messa; inoltre, distribuire, come ministro straordinario, la Santa Comunione in mancanza di ministri ordinari o quando essi siano impediti o in numero insufficiente.

Chi è destinato al diaconato e al presbiterato deve anteriormente ricevere ed esercitare per un periodo appropriato il ministero dell’accolitato. Questo ministero può essere affidato anche a chi non è candidato al sacramento dell’Ordine e possiede l’età minima e gli altri requisiti determinati dall’ordinario del luogo e abbia avuto una specifica formazione.

La candidatura all’accolitato è ammessa dal proprio ordinario (vescovo diocesano o per gli istituti clericali di perfezione dal superiore religioso competente: superiore maggiore o provinciale).

Il conferimento del ministero è effettuato dallo stesso ordinario o da un altro mediante il rito liturgico, approvato dalla Santa Sede.

Con la Lettera Apostolica in forma di motu proprio Spiritus Domini del 10 gennaio 2021 nella Chiesa latina al ministero dell’accolitato possono accedere indistintamente uomini e donne.

Nel 1972 papa Paolo VI con la lettera apostolica Ministeria quaedam, n. IV, fece cessare il conferimento di due degli ordini minori (ostiariato ed esorcistato) e dell’ordine maggiore del suddiaconato, e decretò che i due che restano (quelli del lettorato e dell’accolitato) dovranno essere chiamati ministeri laicali, lasciando la facoltà alle Conferenze episcopali di chiamare l’accolito con il nome di suddiacono.

Con la lettera apostolica Spiritus Domini del 10 gennaio 2021, papa Francesco ha esteso, per la prima volta, il ministero dell’accolitato anche alle donne.

Oggi l’accolito è un laico a tutti gli effetti (non un chierico) di sesso maschile o femminile che nella Messa aiuta il vescovo, il presbitero o il diacono nella preparazione dell’altare e dei vasi sacri. Può essere anche ministro straordinario della Comunione: ciò significa che chi presiede la celebrazione può chiamare a distribuirla o a portarla alle persone ammalate.

Il ministero istituito dell’accolito continua ad essere anche una tappa nel percorso istituzionale verso il diaconato e il presbiterato, ma può essere conferito anche agli uomini che non intendono ricevere il sacramento dell’Ordine e alle donne cui non è consentito accedervi. L’attuale rito dell’istituzione è pubblicato nel Pontificale Romano.

Nelle Chiese ortodosse non esiste l’accolitato. Le funzioni di servizio all’altare e quelle di servizio al sacerdote e al diacono durante la liturgia vengono svolte dai suddiaconi, dai lettori ordinati e da quelli non tonsurati, nonché dai ministranti, che in questo caso vengono chiamati informalmente “accoliti”.

Il ministero tradizionalmente è riservato a persone di sesso maschile, tranne che nei monasteri femminili, dove però sono ammesse solo le suore tonsurate e si tengono a una certa distanza dall’altare. Normalmente, solo le suore più anziane possono servire all’altare; ma alla hegumenia (= badessa) è permesso entrare anche se è più giovane. Alcune Chiese ortodosse hanno iniziato ad ammettere le donne per il servizio all’altare.

L’età minima varia a seconda delle circostanze locali, ma i ragazzi devono essere abbastanza maturi per svolgere i loro compiti. Sebbene sia comune in Nordamerica per i ragazzi svolgere l’ufficio di ministranti, in alcuni luoghi questa pratica è praticamente sconosciuta e i loro compiti sono sempre svolti da uomini adulti. In altri luoghi, i ragazzi non sono autorizzati a servire all’altare quando raggiungono l’adolescenza perché il giovane non è più abbastanza innocente per questo servizio.

Gli accoliti, indipendentemente dall’età, sono soggetti a tutte le normali restrizioni per coloro che non siano chierici: non possono toccare l’altare o qualsiasi cosa su di essa in nessuna circostanza, né la protesi senza una benedizione; non devono mai toccare i vasi sacri, il calice e il diskos (= patena), non possono stare direttamente di fronte alla all’altare o passare tra la parte anteriore di essa e l’iconostasi, ma devono passare dietro l’altare tra esso e il luogo della cattedra, se devono spostarsi sul lato opposto; se un accolito sta sanguinando o ha una piaga aperta, non può entrare nell’area dell’altare.

wikipedia

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