Bielorussia, paese che ha facilitato i flussi migratori

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I leader politici di Polonia e Lituania hanno ripetutamente accusato il leader bielorusso Alexander Lukashenko di facilitare i migranti e i richiedenti asilo ad attraversare i confini dell’Unione Europea.

I paesi dell’Unione hanno risposto costruendo recinzioni, aumentando significativamente le pattuglie di confine, dichiarando lo stato di emergenza lungo le zone di confine, limitando l’accesso alle organizzazioni indipendenti di assistenza umanitaria.

Ecco cosa c’è da sapere su questa grave crisi.

Persone esposte a condizioni difficili
Il governo polacco ha inviato 15.000 militari al confine per prevenire qualsiasi ingresso non autorizzato nel proprio paese. Per settimane, circa 2000 persone sono rimaste bloccate in un campo di fortuna vicino al confine scontrandosi con la polizia militare mentre tentavano di entrare in Polonia.

Sono state esposte a temperature gelide e hanno vissuto in condizioni terribili, con scarso accesso a cibo, acqua, riparo e cure mediche. Non sappiamo quante persone siano attualmente bloccate lungo questi confini.

Respingimenti legalizzati
Ad agosto, la Lituania ha modificato le sue leggi per dichiarare che tutte le persone che entrano nel suo territorio possono essere automaticamente riportate al confine, senza esame di una domanda di protezione internazionale. Una manovra che di fatto legalizza i respingimenti. La Polonia ha fatto lo stesso nel mese di ottobre.

Morte al confine
Tra agosto e la fine di dicembre sono stati segnalati almeno 21 decessi lungo le zone di confine, sia in territorio UE che bielorusso. La cifra reale è probabilmente più alta.

Violenza inflitta alle persone in transito
C’è stata una risposta disumana e violenta nei confronti delle persone in movimento attraverso la Bielorussia e verso i confini dell’UE. Le nostre équipe hanno ricevuto numerosi rapporti di prima mano sulle violenze subite dalle persone su entrambi i lati del confine.

Si parla di furto e distruzione degli effetti personali ma anche di intimidazione, violenza intenzionale e aggressioni fisiche. I membri del nostro team hanno visto con i loro occhi lesioni fisiche che coincidono con i racconti delle violenze subite per mano delle guardie di confine.

Fonte : MSF

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