Angelo di Dio e la devozione allo angelo custode

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Le preghiere per le quali è concessa l’indulgenza parziale, quarta parte: l’Angelo di Dio. Chi sono gli angeli custodi. Importanza del loro ministero. Come, quando e perché pregare l’angelo. Ciclo di catechesi “la preghiera cristiana”.

La parola “angelo” deriva dal latino angelus ed ha origine dalla parola greca ἄγγελος (traslitterazione: ággelos; pronuncia: ánghelos), traduzione dell’ebraico מלאך, mal’akh, e significa “messo”, “messaggero”, “servitore”. Attestato nel dialetto miceneo nel XIV/XII secolo a.C. come akero, con il significato di inviato, messaggero; e, come messaggero degli Dei, il termine “angelo” appare per la prima volta nelle credenze religiose della Civiltà classica.

Curioso il collegamento tra “angelo” e “angaria”: prima che gli angeli biblicamente fossero messaggeri divini e, cristianamente, divenissero i custodi soccorrevoli al fianco di ogni battezzato, nell’impero persiano l’angaro era il messaggero del sovrano destinato a portare ovunque i suoi ordini: affinché potesse svolgere celermente tale suo compito, era essenziale che le strade fossero costantemente mantenute in efficienza, era dunque indispensabile l’angaria a cui erano sottoposti tutti i sudditi le cui abitazioni o i cui terreni confinavano con la via regia.

Il Cristianesimo ha ereditato la nozione degli angeli dalla cultura religiosa biblico-ebraica, soprattutto di lingua greca, ridisegnandone le figure nei nuovi testi, alcuni dei quali diventano il Nuovo Testamento. Così, ad esempio l’angelo ebraico nominato nel Libro di Daniele, Gaḇrîʼēl, reso nei Vangeli in greco antico come Γαβριήλ (Gabriēl), in latino, nella Vulgata, come Gabrihel (Gabriele in italiano) è l’angelo dell’Annunciazione.

(EL)
«Ἐν δὲ τῷ μηνὶ τῷ ἕκτῳ ἀπεστάλη ὀ ἄγγελος Γαβριήλ ἀπὸ τοῦ θεοῦ εἰς πόλιν τῆς Γαλιλαίας ᾗ ὄνομα Ναζαρὲθ πρὸς παρθένον ἐμνηστευμένην ἀνδρὶ ᾧ ὄνομα Ἰωσὴφ ἐξ οἴκου Δαυὶδ καὶ τὸ ὄνομα τῆς παρθένου Μαριάμ καὶ εἰσελθὼν πρὸς αὐτὴν εἶπεν· χαῖρε, κεχαριτωμένη, ὁ κύριος μετὰ σοῦ»

(IT)
«Nel sesto mese, l’angelo (ἄγγελος) Gabriele (Γαβριήλ) fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.»

(Vangelo di Luca, I, 26-8)
Paolo di Tarso, figura fondamentale nel Cristianesimo, ne elenca, nella Lettera ai Colossesi la gerarchia:

(EL)
«ὅτι ἐν αὐτῷ ἐκτίσθη τὰ πάντα ἐν τοῖς οὐρανοῖς καὶ ἐπὶ τῆς γῆς τὰ ὁρατὰ καὶ τὰ ἀόρατα, εἴτε θρόνοι εἴτε κυριότητες εἴτε ἄρχαι εἴτε ἐξουσίαι· τὰ πάντα δι’ αὐτοῦ καὶ εἰς αὐτὸν ἔκτισται·»

(IT)
«perché mediante lui tutto fu creato, la realtà nei cieli e quelle sulla terra, le visibili e le invisibili, sia troni (θρόνοι, thronoi) sia le signorie (κυριότητες, kuriotētes), sia i principati (ἄρχαι, archai), sia le potestà (ἐξουσίαι, exousiai): tutto è stato creato mediante lui e per lui.»

(San Paolo. Lettere ai Colossesi I,16. Milano, Rizzoli, 2009, p. 493)
Sempre Paolo di Tarso successivamente stabilirà un principio che resterà centrale nella Storia del Cristianesimo:

(EL)
«μηδεὶς ὑμᾶς καταβραβευέτω θέλων ἐν ταπεινοφροσύνῃ καὶ θρησκείᾳ τῶν ἀγγέλων, ἃ ἑόρακεν ἐμβατεύων, εἰκῇ φυσιούμενος ὑπὸ τοῦ νοὸς τῆς σαρκὸς αὐτοῦ,»

(IT)
«Nessuno vi squalifichi compiacendosi in pratiche di umiltà e nel culto (θρησκείᾳ, thrēskeia) degli angeli (ἀγγέλων), prendendo in considerazione le sue visioni, lasciandosi vanamente gonfiare dalla sua mente carnale»

(San Paolo. Lettere ai Colossesi II,18. Milano, Rizzoli, 2009, p. 497)
Analogamente, nel 336, il Concilio di Laodicea nel Canone 35 proibirà le pratiche di invocazione e di adorazione degli angeli.

Dal punto di vista iconografico gli angeli cristiani verranno raffigurati con le ali solo a partire dal IV secolo, questo per evitare la loro confusione con divinità pagane come Nike.

Fonti
https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo
https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_custode



Don Leonardo Maria Pompei

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